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La risata e la libertà educativa

Insegno nella scuola dell’infanzia da 24 anni e pratico lo yoga della risata da 3 anni , durante i quali sono diventata prima leader e poi teacher. Inizialmente non avrei mai pensato di utilizzare lo yoga della risata nella scuola, infatti mi fossilizzavo sull’idea di creare progetti o sessioni avulse dal percorso didattico. Ma la cosa che mi terrorizzava di più era la paura di non tenere il “controllo” della classe nel momento della risata, o ancor di più  il giudizio delle colleghe “non ridenti”.

Invece col passare del tempo, la risata pian piano ha trasformato la mia personalità ed il mio modo di approcciarmi alla vita ed anche all’insegnamento. Ora posso dire che ogni attività didattica che propongo ai miei bambini è permeata dalla positività e dalla magia della risata e tutto è diventato magico.

 Grazie allo yoga della risata nella pratica educativa, inteso come costante presenza dei suoi fondamenti all’interno della giornata scolastica, e mediante un positivo scambio affettivo il bambino può essere messo nella condizione di ridurre ansie e tensioni, di differire adeguatamente nel tempo bisogni e richieste, di essere aiutato a realizzare desideri e aspettative in forme educativamente valide per lui e tali da non produrre effetti negativi per gli altri, di innalzare la propria aliquota di fiducia nei confronti degli adulti e dei coetanei, di padroneggiare l’intensità e l’immediatezza dell’espressione emotiva, di accettare e rispettare, incontrare e donare.

Il rafforzamento delle abilità e delle competenze sviluppate dal bambino ha un ruolo, nella costruzione della sua identità, solo se tali acquisizioni possono radicarsi profondamente nella storia personale, nel vissuto, nell’esperienza emotiva. Un armonico sviluppo  della personalità, infatti , presuppone che nell’ambito delle capacità del bambino si realizzi un certo equilibrio tra lo sviluppo del pensiero logico e lo sviluppo delle emozioni. Grazie alla risata e all’atteggiamento positivo che essa porta con sé , questo connubio tra pensiero logico e emozioni trova la sua espressione massima.

La creatività è una particolare modalità cognitiva che sviluppa sia il pensiero razionale sia l’attività fantastica, si basa quindi sul grado di iniziativa, di autonomia, di libertà che il bambino ha saputo esprimere nel trovare la soluzione di un problema o nello scoprire la spiegazione di un evento.

La creatività ,  cioè la possibilità di assumere un atteggiamento attivo nell’elaborazione cognitiva, è dunque educabile e dipende in larga misura dalle influenze dell’ambiente scolastico ed in particolar modo dal docente a cui il bambino è affidato.

I bambini, inizialmente, possiedono una grande apertura mentale. Per evitare di compromettere questa spontanea tendenza all’autoespressione, mentre si promuove lo sviluppo del pensiero logico occorre altresì aver cura che l’attitudine alla creatività non venga eccessivamente imbrigliata da regole e limitazioni.

Al fine di incoraggiare l’espressione creativa ho predisposto un ambiente favorevole grazie allo yoga della risata che permea ogni attività che svolgiamo in classe.  Con lo yoga della risata eventuali blocchi emotivi – paura di sbagliare e del giudizio degli altri, bisogno di sicurezza, rigidità di pensiero, demotivazione, apatia – che possono ostacolare la libera espressione, possono essere superati.

In un clima di fiducia, il bambino può sviluppare la propria autonomia andando incontro ad esperienze sempre nuove e imparando a non accettare facilmente limiti o pratiche standardizzate.

 

Come docente infatti non mi fossilizzo sull’assioma del “controllo educativo”, ma piuttosto il bambino nella libertà trova la capacità di autoregolarsi e di procedere con “felicità” all’apprendimento di contenuti caricati di emozione.

Nel momento in cui il bambino si rende conto che vicino a sé c’è un adulto impegnato a coinvolgersi nella sua esperienza emotivo-affettiva, egli si consapevolizza gradualmente del suo essere e del suo valere, guadagna progressivamente quella positiva immagine di sé che, tra l’altro, è la base per ogni significativo processo di apprendimento.

 

Grazie allo yoga della risata ho imparato ad essere distante tanto dall’autoritarismo quanto dal permissivismo. Lo stile educativo che un trainer di yoga della risata assume nella scuola è incardinato sull’autorevolezza, intesa questa nella sua accezione etimologica più propria e cioè di aiuto a crescere. In virtù di tale stile si propone e non si impone, si aumenta l’autonomia dei bambini, si infonde coraggio e si suscita entusiasmo, si favorisce la nascita ed il potenziamento della responsabilità, non si abbandona, non si manipola.

Il docente autorevole non si rassegna, non si sottrae all’impegno educativo, non rinuncia, non sfugge, non si lascia scoraggiare dagli inevitabili insuccessi, è dalla parte del bambino, gli è accanto allo scopo di conquistare il massimo del successo a lui consentito.

In virtù dello stile educativo, intriso nei fondamenti dello yoga della risata, i valori e gli ideali sono proposti e non imposti, l’originalità e la libertà della persona sono rispettate, l’incontro è alimentato da un’intensa affettività, la reciprocità è avviata e sostenuta, il bambino è aiutato a rendersi protagonista dell’esperienza formativa e a farsi progressivamente personalità critica e creativa, i suoi ritmi di crescita e la sua singolarità sono rispettati.

Tale stile, mentre accredita il dialogo, consolidandolo itinerario privilegiato ai fini della crescita completa del bambino, mi consegna il compito di lasciar essere più che di fare per vedere fiorire spontaneamente i frutti dell'educare alla felicità

 

Francesca Rucci

Insegnante nella scuola dell’infanzia

Teacher Certificata di Laughter Yoga

Insegnante di Danza della Royal Accademy di Londra

Ideatrice del metodo Joy Dance

 

 

Io non rido, e io ti rispetto!

Diventare formatore ed ambassador di Laughter Yoga richiede l’allenamento alla risata, il miglior allenamento che in questi anni ho potuto sperimentare sulla mia pelle è proprio l’allenamento a ridere da sola.

Quando frequentai il corso per diventare Teacher di LY con il dott. Madan Kataria, ideatore e fondatore della Laughter Yoga International, mi colpì moltissimo una richiesta che lui ci fece prima di terminare il corso: “Sto per nominarvi Teacher di LY, da domani sarete dei formatori, io non vi chiedo nulla, solo una promessa: ridete da soli per 40 giorni consecutivi a partire da oggi, e continuate a ridere da soli sempre!”

La richiesta mi sembrò abbastanza logica e giusta, una promessa, che nonostante la tentazione di mollare si fece avanti, mantenni con costanza e determinazione.

Ridere da soli richiede allenamento, volontà e motivazione, diventa un esercizio che ti permette di rompere schemi, superare blocchi personali e ti rimette di fronte a te stesso.

Il compito di un leader e di un trainer di Yoga della Risata è quello di diffondere la risata, un gran bel compito, una gran bella scelta, ma è proprio così, sempre, ovunque, con chiunque?

Io non rido!

E io ti rispetto mia cara, o mio caro!

Come? Non inizi a spiegare i benefici della risata e il suo enorme potenziale di trasformazione per il benessere e la felicità?

Non sempre, alle volte preferisco ascoltare, lascio che l’altro mi esponga il suo dissenso, e dico: Ti Rispetto!

Ridere e allenarsi a ridere richiede un atto di volontà, un atto di volontà è un atto interiore, una scelta che non si può imporre dall’esterno.

Rido per me, poiché l’unica vita che posso modificare è la mia e chi mi incontra può lasciarsi incuriosire dalla mia testimonianza e può scegliere di avvicinarsi al mondo della risata.

 

“Chi sa ridere è padrone del mondo” diceva Leopardi, io aggiungerei una modifica, “chi sa ridere è padrone del suo mondo”.

Imparare a ridere dall’interno mi ha insegnato a rispettare i tempi e a non pretendere dagli altri.

Posso dire con certezza che la mia vita è costantemente trasformata dal potere della risata interiore ed esteriore, posso invitarti a seguirmi nell’avventura di educare alla felicità, più che con le parole, innescando, in chi mi incontra, il desiderio di scoprire come sia possibile che un atto così semplice e complesso come il ridere, possa portare tanta bellezza nella vita di chi sceglie di mettersi in gioco.

Parafrasando Pilates dico con assoluta certezza:

1 sessione di risata vedrai la differenza

10 sessioni di risata sentirai la differenza

101 sessioni di risata… e FARAI LA DIFFERENZA!

Lucia Suriano

Laughter Yoga Ambassador e Teacher

 

 

7 passi per allontanare il Burn-out degli Insegnanti

 

Il burnout della classe docente è una realtà che gli insegnanti vivono quotidianamente, il rischio di cadere nella pozza della nevrosi è quasi inevitabile quando in un ambiente ci si lascia sopraffare solo da quello che non va e dal senso di impotenza appreso.

Devo ammettere che è molto difficile trovare la motivazione quotidianamente nei tempi della “buona scuola”. Sempre più spesso mi capita di incrociare colleghi, ottimi professionisti, che si lamentano della stanchezza, della difficoltà di gestire le classi sempre più agitate e numerose, di mancanza di strumenti e chi più ne ha più ne metta; io stessa mi accorgo che se non faccio ricorso alle mie personali strategie, tendo a cedere al disfattismo e alla negatività, sentendomi sempre più stanca e demotivata.

Quando si parla di Burnout, spesso ci si preoccupa di delinearne le caratteristiche, i soggetti a rischio e i vari tipi di comportamento messi in atto. Il mio punto di vista è differente, se le batterie si scaricano si accede alle porte del Burnout, ma se noi riusciamo a ricaricarle, quella porta infernale resterà chiusa per noi e per i nostri colleghi.

Perché voglio essere insegnante? Ne vale ancora la pena?

Spesso mi faccio questa domanda per ripartire, perché sento che il fuoco brucia, perché ci credo ancora in questo lavoro e oggi proprio per questo voglio dare voce alla modalità con la quale intendo la mia presenza nella scuola: non semplicemente come un docente che si vede piovere addosso tutto, nel bene e nel male, ma si tratta di una visione propositiva. Voglio condividere con voi semplici attitudini che possono allontanare i sentimenti di insoddisfazione e frustrazione e aiutarvi a rispondere come faccio io: Si, ne vale ancora la pena!

Passo # 1) Divertiti con i colleghi e con i tuoi studenti,

Condividi barzellette, storie brevi, puzzle, rompicapi, ecc. Renditi interessante ai tuoi occhi e agli occhi dei tuoi alunni. Se conosci tecniche di risata indotta: mettile in pratica, ci vuole solo un minuto e sono facili da integrare con le attività didattiche che andrai a proporre durante la tua lezione. Questo ti permetterà di creare un clima migliore, una maggiore fiducia in te da parte dei tuoi studenti, rendendoli più disponibili ad accogliere ciò che tu andrai a proporgli.

Passo # 2) Prenditi cura della tua salute

Lo stato fisico del corpo produce delle risposte emotive, se siamo in forma il nostro corpo comunicherà al nostro cervello e a chi ci sta intorno che siamo “super”. Avere buone abitudini alimentari, assicurarsi di avere dormito abbastanza, e se ne senti la necessità un “micro pisolino” non ti farà male, il corpo parla. Essere un buon insegnante significa avere un corpo allenato, non solo il cervello: pratica esercizi cardio vascolari, impara a respirare correttamente. Scoprirai quanto importante sia tenere in forma la tua “carrozzeria” per arrivare alla fine della giornata non esausto!

Passo # 3) Impara cose nuove e condividile con i tuoi studenti

Hai letto un libro interessante, hai ascoltato una canzone che ti ha colpito? Condividilo con i tuoi alunni, fa sentire loro che non sei “morto” con la fine degli studi. Trasmetti con la tua esperienza il desiderio di scoprire cose nuove ed interessanti. Non sentirti in colpa, non stai perdendo tempo stai accendendo il fuoco del desiderio della conoscenza. Leggete insieme un classico o la biografia di un grande che avete sempre voluto leggere ma non hai mai trovato il tempo di leggere. Guardate insieme una conversazione su Ted, cercate insieme qualcosa di interessante ad esempio le innovative ricerca sul cervello, sul suo funzionamento e su come essere più preparati a usarlo.

Passo # 4) Aiuta un altro insegnante

Condividi le tue esperienze motivanti con i tuoi colleghi e anche on line. Esattamente come sto facendo io, in questo momento e con il mio blog. Condividere è edificante, per se stessi e per gli altri che ti leggeranno. Essere attivi e ispirare gli altri con le proprie iniziative di volontariato e anche con la realizzazione di seminari che contengano ciò che voi stessi avete imparato e realizzato.

Passo # 5) Rendi ogni giorno un giorno speciale per qualcuno

Chiama i genitori per comunicare qualcosa di buono su un tuo allievo. Individua uno studente che sta facendo davvero tanta fatica per stare al passo con gli altri e fagli sapere che lo apprezzi e che riconosci i suoi sforzi. Mostra gratitudine verso un collaboratore scolastico, verso il personale di segreteria, o verso un collega; come? Comunicando loro direttamente il tuo apprezzamento o con un messaggio pubblico, dando loro un abbraccio, o di presentando per loro un piccolo regalo.

Passo # 6) Sii uno scienziato

Sperimenta nuove strategie e diventa un esperto in ciò che fai. Chiedi agli studenti di aiutarti. Crea un gruppo di controllo e un gruppo sperimentale, se puoi. Documenta i risultati e condividili in una riunione di dipartimento o in una conferenza, o in un articolo

divulgativo. Celebra il successo.

Passo # 7) Pratica la leggerezza

Sorridere. Sorridere. Sorridere sempre.  Prova a guardarti allo specchio, indossando un bel sorriso e poi dimmi se non ti viene da sorridere per davvero. E 'quasi impossibile. Però, ci sono dei momenti dell’anno scolastico in cui è veramente arduo sorridere. Quando questo accade, cerca di sorridere, “fingi finchè non diventa vero” dice il dott. Kataria, fondatore della disciplina conosciuta in tutto il mondo con il nome di Yoga della risata. Le neuroscienze e la psicologia positiva ti daranno tutte le risposte di cui hai bisogno in merito, approfondisci se vuoi saperne di più. In pratica quando si saluti gli studenti alla porta o dai il cambio ad un collega, sorridi a chi ti trovi di fronte, senza che tu faccia altro il miracolo accadrà: anche sul loro viso il sorriso apparirà.

Adeguarsi alla mediocrità è la peggior decisione che tu possa prendere, “sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire” diceva Gandhi, inizia a mettere in pratica questi sette passi, vedrai accadere ciò che non ti aspetti.

Se questo articolo ti è piaciuto e vorrai condividere con me il sogno di una scuola con insegnanti più felici, fammelo sapere mi aiuterai a crescere e a cercare sempre nuovi stimoli per migliorare.

Lucia Suriano

Laughter Yoga Teacher

Laughter Yoga World Ambassador

Il cuore dello Yoga della Risata

Spesso mi è capitato di raccontare cosa sia questa disciplina, come mai sia diventata così importante nella mia vita e come ha potuto renderla ancora più bella e ricca.

Per chi conosce lo Yoga della Risata è facile capire cosa si intenda per “Ridere senza motivo”, ma per un neofita, può apparire sciocco, strano e difficile. In realtà per comprendere bene di cosa si tratti bisogna sostanzialmente praticare la risata in gruppo e poi pian piano da soli. Inizia un viaggio avventuroso, divertente, impegnativo, si perchè, come tutti gli allenamenti richiede impegno!

Negli ultimi anni la disciplina si è evoluta, il dott. Kataria l’ha arricchita con i quattro elementi della gioia, che anche in Italia si stanno diffondendo e stanno contribuendo alla grande esplosione del fenomeno Yoga della Risata in ogni settore di applicazione.

Il viaggio, come dicevo è avventuroso e la maggior parte delle persone scoprono che il proprio potenziale ridente è lì che aspetta di fiorire.

Come far fiorire il potenziale ridente dentro di noi? Andando al cuore dello Yoga della Risata. Tutte le attività che si svolgono all’interno di una sessione o di un corso base, dalle risate indotte, al canto, al ballo, ai giochi, tutte le attività sono volte a preparare il momento più alto: la MEDITAZIONE DELLA RISATA.

Il Ridere senza motivo durante questo momento topico, diventa qualcosa di assolutamente comprensibile e reale a tutti. Il momento più alto, il tempo in cui il corpo si lascia ridere da solo, il cervello lascia che questo accada senza nessun bisogno di spiegazioni illusorie; è qui che scatta la magia dello Yoga della Risata che poi confluirà nel momento del relax finale per completare l’opera.

“Quando tu ridi tu cambi, e quando tu cambi il mondo intorno a te cambia” sono le parole semplici e potenti che il dott. Kataria ci ha donato, racchiudendo uno dei più importanti insegnamenti che lui stesso ha ricevuto nel suo personale percorso con la risata.

Buona meditazione della risata a tutti i laughter yogi in cammino!

Lucia Suriano

Laughter Yoga Teacher e Ambassador

  

Esercitare la Felicità - Testimonianze di Vita

Ho incontrato Assunta Corbo durante il primo Congresso Italiano di Yoga della Risata che si è tenuto a Cervia nell’ottobre 2014 e la cosa, che di lei, più mi colpì fu l’entusiasmo e la gioia che traspariva dal suo sorriso nell’ascoltare i vari interventi che nel congresso si susseguivano.

Una giornalista freelance che ha deciso di cambiare la propria vita per migliorarla, per realizzare i suoi sogni. Le ho chiesto di raccontarci la sua esperienza perché mi è sembrata un ottimo esempio di come nella vita sia importante “Esercitare la felicità”.

Grazie Assunta per aver accettato!

 

Il suo blog “thatsgoodnewsblog.com" e il suo libro “Dire, fare…Ringraziare” sono la dimostrazione pratica della famosa citazione di W. Disney: “se lo puoi immaginare, lo puoi realizzare”

Con grande gioia vi lascio alle sue parole…

 

Ci sono dei momenti nel nostro cammino su questa Terra che ci cambiano radicalmente. Uno di questi, per noi donne, è l’arrivo di un figlio. Quello è l’attimo in cui tutte le nostre priorità, le abitudini, le convinzioni, gli impegni e gli obiettivi vengono smossi da un benefico terremoto. Cambia la nostra prospettiva. Cambiamo noi.

Ecco. Per me è stato cosi quando è arrivata Giulia nella nostra vita. Oggi lei ha 5 anni e io posso dire di aver cominciato una nuova era della mia vita. A fine 2012 mi sono resa conto con consapevolezza che tutto ciò che stavo facendo nella mia quotidianità non mi rendeva felice. E’ stato il momento in cui ho compreso che “me la sono raccontata” – come si suol dire – per un bel po’ di anni. Non ero dove avrei voluto essere.

Se qualcuno mi chiedeva “se potessi scappare dove andresti?” io avevo sempre una risposta pronta. In Australia, negli Stati Uniti, in un casale in Toscana. Dipendeva dalla stagione e dalle turbolenze del momento.

Dovevo cambiare qualcosa. Ma da dove partire? Ho cominciato con quello che definisco il passo più difficile per ognuno di noi: assumersi la responsabilità di ciò che siamo. Perché, nel bene e nel male, ero stata io – e solo io – l’artefice della mia vita. Dopo anni passati a dire che le colpe erano altrui, ho scoperto che non esistono colpe ma responsabilità e che queste erano affar mio.

Cosi è cominciato il mio cambiamento. Ho fatto una semplice lista di ciò che funzionava e ciò che andava sistemato, ho scritto quali fossero i miei sogni reali e poi ho cominciato a fare i primi passi. Nel buio ma con fiducia. Quando ho cominciato ad ascoltare il mio cuore ho anche iniziato a lavorare sulla fiducia. Perché il cuore non mente e io, per la prima volta, sapevo dove volevo andare.

La paura? Si, c’è stata. C’è ancora. Ma ho imparato ad accettarla, accoglierla e poi lasciarla andare con la complicità del coraggio.

Sono passati 3 anni da allora. Io sono una persona completamente diversa. Le mie relazioni sono cambiate, il mio lavoro è cambiato, la mia quotidianità è cambiata.

Il mio sogno ora è sempre più reale. Esiste e si chiama ThatsGoodNewsBlog.com. Deve ancora crescere ma io so cosa devo fare e sono pronta ad affrontare anche le sfide. La mia forza? La gratitudine. Ho imparato da lei la meraviglia della vita e ho capito che troppo spesso siamo distratti da ciò che vorremmo e non riusciamo a vedere ciò che abbiamo qui, accanto a noi.

E se oggi qualcuno mi chiede “se potessi scappare dove andresti?” la mia risposta è sempre la stessa: “non scappo, resto qui”.

Assunta Corbo

 

 

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 Lo Spirito Interiore della Risata un Libro fondamentale per coloro che iniziano il loro viaggio alla scoperta della Risata e del mondo del Laughter Yoga

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__spirito-interiore-della-risata-madan-kataria-libro.php?=5716

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